Tornare al lavoro dopo la maternità: ecco come evitare l’ansia

    Tornare al lavoro dopo la maternità non è facile, qualunque sia la tua situazione. 

    Se lavori solo per necessità o il tuo lavoro non ti entusiasma, ti senti un peso sul cuore al pensiero di dover tornare a spendere buona parte della tua giornata a fare qualcosa che non ami invece di stare con tuo figlio.

    Se invece sei tra quelle che amano il proprio lavoro senti l’eccitazione scorrere in te ma non puoi fare a meno di sentirti un po’ in colpa per non restare con il tuo pargolo.

    Perché tornare al lavoro ti mette ansia

    Ormai è quasi giunto il momento di ricominciare a lavorare e tu sei nervosa. Ma quali sono i motivi di tanta ansia?

    • E’ noto che i bambini piccoli non possono capire che quando ti allontani non è per sempre, per questo motivo piangono disperati. Tu non puoi fare a meno di domandarti “E se smettesse di volermi bene?”
    • Affidarlo ai nonni è sicuramente comodo, economico e rassicurante visto che di loro ti puoi fidare, ma non lo vizieranno troppo? Se poi magari ad occuparsene sono i suoceri con cui non hai un buon rapporto la situazione può diventare difficile da gestire
    • Le educatrici del nido sono esperte e qualificate ma tu non le conosci quindi non puoi fare a meno di chiederti se puoi fidarti. Inoltre al nido hanno tanti bambini a cui badare: gli daranno l’attenzione necessaria? Non si ammalerà spesso? 
    • Visto che passerai fuori casa la maggior parte della tua giornata ti perderai molte delle sue scoperte e progressi.
    • E se mentre è affidato ad altri gli succedesse qualcosa di brutto o si facesse male?

    Questi sono dubbi che tutte le mamme hanno e, per quanto comprensibili, vanno affrontati per evitare di restare intrappolata in una rete di angoscia.

    Si, si, va bene, ma come si fa allora?

    • La prima cosa da fare è tornare al lavoro quando sei davvero pronta. A volte la situazione economica o la paura di essere penalizzata spingono a tornare al lavoro quando il bimbo ha solo 3 mesi. Questa è una soluzione che può andare bene solo se affrontata con serenità, altrimenti meglio prendersi dei mesi in più ma ripartire col piede giusto.
    • Scegli con attenzione le persone che dovranno prendersi cura di tuo figlio. Valuta tutte le opzioni e scegli quella che ti dà maggiore tranquillità. Se decidi di affidarlo ad estranei incontra prima queste persone per capire che tipi sono e come si comportano con lui. Impara a fidarti di loro.
    • Vieni a patti col fatto che non puoi stare con lui 24 ore su 24 e che è normale perdere alcuni momenti della sua crescita o che possa farsi male mentre non ci sei. Se la cosa ti rende troppo nervosa valuta la possibilità di richiedere una riduzione di orario.
    • Se il bambino sarà affidato alle cure dei nonni o di una baby sitter nel mese precedente al ritorno al lavoro organizza una sorta di inserimento. Lascialo con chi ne avrà cura all’inizio per poche ore e poi per periodi man mano più lunghi, in modo da dare il tempo a tutti di abituarsi ai nuovi ritmi. 
    • Non angosciarti e non riversare la tua angoscia su di lui. Se hai valutato bene le persone che staranno con tuo figlio puoi stare certa che avranno buona cura di lui. Quando glielo affidi salutalo con un bacio, digli che vi vedrete dopo ed allontanati con il sorriso sulle labbra.

    Lo so che è più facile a dirsi che a farsi ma devi provarci. Ricordati che in caso di vera necessità verrai avvisata in tempi brevi quindi smettila di continuare a guardare il cellulare e mandare messaggi per sapere come va.

    Più facile a dirsi che a farsi…

    Nella vita di una mamma non c’è niente di facile. Se però vuoi o devi tornare a lavorare occorre trovare un punto di incontro. Ora che sai che tuo figlio è al sicuro e in buone mani vai in ufficio tranquilla, saluta i colleghi e mettiti al lavoro con entusiasmo. Il tempo passerà così veloce che in un baleno sarà ora di tornare a casa.

    Io sono tornata al lavoro quando Sabrina aveva 7 mesi, dopo lo svezzamento. Con lei è rimasto Luca, che era suo padre e le era stato vicino sin dalla nascita. Nei due mesi precedenti al ritorno al lavoro l’avevo lasciata ogni tanto a mia madre, così che fosse abituata quando Luca non poteva tenerla. Non nascondo che il primo giorno ero un po’ nervosa ma alla fine tutto è andato bene.

    E tu, ti senti pronta ad affrontare il rientro al lavoro? Sono curiosa di scoprirlo nella sezione commenti.

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