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Quanto hanno guadagnato i Me Contro Te dal matrimonio? Tra business, palazzetti e polemiche 

    Sommario

    Centomila persone sono troppe come invitati a un matrimonio? Decisamente sì, per una coppia “normale”. 

    Ma la prospettiva cambia quando gli sposi sono due dei creator digitali più famosi d’Italia, con milioni di follower, e la cerimonia si trasforma in un vero e proprio show.

    Sabato 5 settembre Luì e Sofì, l’amatissimo duo dei Me Contro Te, ha celebrato le proprie nozze con un evento kolossal all’Unipol Dome di Milano. 

    Se stai pensando “perché ne parli su questo blog?” ti invito a continuare a leggere: il mio non è semplice gossip, ma l’invito ad usare questa notizia per approfondire il rapporto che hai con il denaro, il business e la percezione del successo altrui.

    Il matrimonio-show: numeri, biglietti e la tempesta di polemiche 

    L’evento è stato programmato con largo anticipo e venduto al pubblico con una strategia degna di una rockstar: biglietti dai 40 fino a 250 euro per i pacchetti Meet & Greet. 

    Migliaia di fan paganti nell’arena e un seguito oceanico di persone collegate a distanza.

    Come era facile pensare, dal giorno successivo i social network si sono riempiti di commenti infuocati. 

    Scorrendo i post su Instagram, la spaccatura è apparsa evidente:

    • C’è chi ha gridato allo scandalo per la “strumentalizzazione” di un momento intimo della vita privata.
    • C’è chi si è indignato per il costo dei biglietti, contrapponendolo alle bollette da pagare o alle rate del ristorante ancora in sospeso.
    • E c’è chi, con un pizzico di frustrazione amara, ha puntato il dito contro il denaro guadagnato da un’operazione di questo tipo.

    Ma facciamo un passo indietro e guardiamo la cosa da una prospettiva diversa: cosa sta succedendo davvero quando guardiamo a fenomeni come questo?

    Dietro le quinte dello show mascherato da matrimonio 

    La verità è che Luì e Sofì non sono più i due ragazzini che facevano video per diletto nella cameretta di casa. 

    Sono due persone che di lavoro fanno i creator digitali e che sono diventati imprenditori basando la loro attività sulle loro persone e sull’intrattenimento che forniscono..

    La “Me contro Te srl” è una società riconosciuta legalmente, che fattura diversi milioni all’anno e che ha al suo attivo dipendenti e collaboratori a partita iva che vengono pagati. E’ normale, quindi, che si facciano pagare per le loro attività (come Netflix, Sky e tutti gli altri produttori di intrattenimento).

    Questo spiega perché, avendo deciso di fare del proprio percorso di vita uno show, lo facciano all’interno di un mercato basato sulla domanda e sull’offerta. Offrono al pubblico quello che vuole (in questo caso poter partecipare all’evento del matrimonio).

    Nessuno è stato costretto a comprare un biglietto sotto minaccia: chi ha deciso di spendere quella cifra ha deciso che l’esperienza valesse i soldi pagati (o il tempo speso online a seguirlo). Proprio come quando si va a teatro, allo stadio o a Disneyland.

    Eppure, il web si è diviso tra indignazione e accuse di “mercificazione”. Una rabbia per i guadagni altrui dietro la quale si nasconde un meccanismo psicologico ben preciso, cioè l’invidia mista a un profondo senso di impotenza finanziaria.

    Il problema non è quanto hanno guadagnato i Me contro Te 

    Sul web in molti si sono chiesti: ma quanto hanno guadagnato i Me Contro Te dal matrimonio? 

    Tra biglietti d’ingresso, merchandising ufficiale (coroncine, magliette e bacchette luminose) e diritti di trasmissione, è innegabile che l’operazione economica sia stata un successo notevole per loro. 

    Un successo annunciato, non per nulla ci hanno messo due anni ad organizzare l’evento,: se si fossero accorti che non c’era richiesta, avrebbero potuto annullare tutto restituendo il costo dei biglietti ai pochi che avevano comprato.

    Ma la domanda da porsi non è “quanto è ingiusto che loro guadagnino così tanto?”, bensì “perché continuiamo a concentrarci sul portafoglio degli altri anziché sul nostro?”.

    Lamentarsi, sfogare la propria frustrazione online o sentirsi vittime di un sistema economico in cui “chi ha successo vince sempre” non sposta di un millimetro la propria situazione finanziaria. 

    Anzi, alimenta un circolo vizioso: ogni commento indignato, ogni polemica e ogni condivisione non fanno altro che potenziare l’algoritmo, regalando ai diretti interessati ancora più visibilità e, di riflesso, altro valore di mercato monetizzabile.

    L’unica considerazione giusta da trarre da questo matrimonio-evento

    Il punto centrale non è stabilire se trasformare un matrimonio in un evento da palazzetto sia di buon gusto o meno, o domandarsi se è sbagliato chiedere a chi vuole partecipare di pagare (perché anche nei matrimoni “normali” il regalo è d’obbligo). 

    Il vero nodo da sciogliere riguarda il nostro atteggiamento verso i soldi.

    Spesso, chi prova rabbia di fronte a guadagni milionari o a modelli di business alternativi soffre di un rapporto irrisolto con il denaro. Vive nell’affanno costante, con il “nodo allo stomaco” quando si aprono le bollette o pensa alle rate, percependo il denaro come una condanna anziché come uno spazio di potere personale.

    La differenza tra chi subisce il caos finanziario e chi prende in mano le redini della propria vita sta tutta nel passaggio di prospettiva: smettere di sperare di farcela e iniziare a prendere consapevolezza e controllo sulle proprie finanze.

    Il cambio di prospettiva nasce dalle domande giuste 

    Se guardando notizie come questa, senti che c’è uno scollamento tra l’impegno che metti ogni giorno nella tua vita e la tranquillità economica che vorresti raggiungere, è arrivato il momento di smettere di guardare gli altri e di iniziare a lavorare su di te.

    Basta sprecare energie nell’invidia o nell’indignazione social. Quello di cui hai bisogno è rimettere ordine nel tuo mindset verso il denaro, acquisire strumenti concreti di educazione finanziaria e smettere di subire la tua situazione economica.

    Non è facile, lo so, per questo ho creato uno spazio gratuito riservato agli iscritti alla newsletter dove parliamo senza tabù di soldi, crescita personale e strategie per costruire la tua indipendenza economica. E’ il gruppo Telegram “Donne di Denari”

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